Come creare una strategia social ben organizzata e che…

Innanzitutto cos’è una strategia di comunicazione per i social, per gli amici strategia social? In breve, è un documento di pianificazione in cui si stabiliscono i pilastri fondamentali per far funzionare la tua comunicazione sui social, come ad esempio il tono di voce, i tuoi valori, i temi centrali da affrontare e i canali su cui essere presente. 

Ci tengo a precisare che si tratta di un vero e proprio documento e non di pezzi sparsi qua e là: è importante crearlo in un luogo dove puoi consultarlo, tenerlo aggiornato ed eventualmente condividerlo con le persone che collaborano con te o con chi potrebbe doverlo rivedere per aiutarti. 

Il mio posto preferito per fare tutte queste cose è Google Drive con i suoi documenti: tutti disponiamo di un account Google quindi tutti possiamo lavorare su un Google Doc ed eventualmente scaricarlo nel nostro computer per averne una copia salvata. Se vuoi scaricare il mio template gratuito per creare la tua strategia social troverai anche le istruzioni per creare il tuo primo Google Doc.

Entriamo nel vivo della questione: come fai a imbottire questo documento con tutte le informazioni che ti permetteranno di avere sempre infinite idee per i tuoi contenuti, ottenere più interazioni e attrarre più clienti?

Facile a dirsi, un po’ meno immediato a farsi ma non perdiamoci d’animo, mettiti comoda e cominciamo!

Check up iniziale

Prima di poter anche pensare di creare una strategia social ben organizzata e che funziona devi avere almeno una parvenza di business plan.

Letteralmente il tuo piano di business, è quel documento che contiene informazioni vitali per costruire una comunicazione che funzioni e che include cose come: la missione del tuo business, i tuoi obiettivi economici a medio e lungo termine, i prodotti e/o servizi che vendi e venderai, i lanci che prevedi di fare con le relative date, la ricerca di mercato quindi i tuoi concorrenti e il tuo cliente ideale, e il tuo piano marketing.

Se non hai mai lavorato su questi temi smetti pure di leggere qui perché questo non è il momento di lavorare sulla tua comunicazione: devi prima occuparti delle cose elencate sopra e, a costo di allontanarti dal mio sito, ti mando dritta da Giada Carta che ha dei corsi appositi per chi ha bisogno di creare la struttura iniziale per portare il proprio business al successo. 

Se invece l’unica cosa che ti ha fatto tentennare è stato il mio accenno al piano marketing perché hai pensato: “Ma come, non me ne stai parlando tu in questo articolo?” ti spiego subito la differenza sostanziale tra marketing e comunicazione.

Il marketing è l’insieme di quegli elementi che portano il potenziale cliente a pensare a te e al tuo prodotto o servizio nel momento in cui ne ha bisogno, e che lo portano a scegliere proprio te in mezzo tuoi concorrenti. Fanno parte del marketing tutte le decisioni che influenzano le decisioni d’acquisto, quindi anche la scelta della fascia di prezzo, i luoghi in cui posizioni il tuo prodotto o servizio, cosa scegli di offrire come prodotto e servizio (eh già) e poi, solo alla fine la promozione.

Ecco perché spesso molti freelance e piccoli business falliscono nel “fare marketing”: saltano subito alla parte della promozione che è l’ultimo step, e spesso saltano direttamente ai canali social, che sono solo una parte di quell’ultimo step.

E qui voglio fare un’altra distinzione: comunicazione non significa necessariamente promozione, perché quando pubblichi un contenuto stai sempre comunicando, anche quando non hai un servizio o prodotto da promuovere, e però quella comunicazione è parte integrante del marketing perché poco a poco influenza la decisione d’acquisto del tuo potenziale cliente.

Forse hai già capito perché la tua strategia social non funziona tanto bene; il 90% delle persone che incontro sul mio cammino professionale non ha le idee chiare sui muri portanti del proprio business e quindi è ovvio che non riesce poi a comunicarlo.

Se è vero che la comunicazione del tuo prodotto o servizio può fare la differenza tra il successo o il fallimento del tuo business, è anche vero che senza sapere cosa stai comunicando anche una buonissima strategia non può portare buoni risultati.

Detto ciò, se ti senti abbastanza sicura sulle basi del tuo business e pensi di essere pronta a lavorare sulla tua comunicazione, hai la mia benedizione a continuare a leggere! ;D

In questo articolo ti parlo dei dodici pilastri di una strategia social di successo; ricordati che puoi scaricare il template compilabile qui, verrai anche iscritta alle mie newsletter in cui ti mando dei consigli utilissimi su come migliorare i tuoi social.

1. La Missione 

Questa la dovresti saper buttare giù in pochi secondi perché è una delle prime cose da chiarire per avere un business che funziona e quindi anche una comunicazione che funziona. La tua missione è quell’insieme di motivi per i quali fai quello che fai, e oltre a sostenerti nei momenti bui della libera professione, informa anche i tuoi clienti ideali di qual è il beneficio fondamentale che porti nelle loro vite.

Dalla tua missione deve essere ben intuibile il cosa fai, rendendo ben chiaro il beneficio e il risultato, e anche il perché lo fai. Il perché lo fai informa il tuo potenziale cliente dei tuoi valori, che vedremo più in là in questa guida.

Ti porto l’esempio pratico della mia Missione: “Aiuto libere professioniste e imprenditrici a liberarsi dallo stress da social media e a utilizzarli efficacemente come espressione della loro missione e di loro stesse.”

Se devo utilizzarla come presentazione aggiungo all’inizio “Mi occupo di strategia digitale e…” per essere ancora più chiara su cosa faccio e come.

Cosa intuisci dalla mia Missione? Questi sono i temi che escono subito fuori: mi occupo di social media, lavoro con libere professioniste e imprenditrici, faccio un lavoro pratico perché parlo di efficacia, e lo faccio perché uno dei miei valori fondamentali è la libertà di essere se stessi e potersi esprimere portando la propria missione nel mondo.

Ricordati, la missione deve essere il più chiara possibile, sia per te che per gli altri.

2. Il Cliente Ideale

Chiarire chi è la persona con cui vorresti lavorare serve a vari scopi ed è molto importante. Per me non è importante dargli un nome, fargli il ritratto e fingere che esista davvero; quello che è importante è capire il tipo di persona a cui ti rivolgi e cosa vuole. 

Attenzione, devi ragionare bene su cosa vuole quella persona, e non di cosa ha bisogno: molto spesso le persone non sanno di cosa hanno bisogno per risolvere il loro problema, altrimenti nella maggior parte dei casi lo avrebbero già risolto. Sanno però molto bene cosa vogliono e anche di cosa pensano di aver bisogno, quindi devi aver ben chiare queste due cose per poter comunicare in maniera efficace con loro.

Ecco i punti fondamentali su cui fare brainstorming: i problemi principali del tuo cliente ideale, i suoi desideri, le parole che usa per definire i suoi problemi e i suoi desideri (quest’ultima parte è fondamentale, se usi un linguaggio diverso dal suo non vi troverete mai, o meglio, ciò che offri non gli interesserà minimamente perché non lo percepirà come soluzione al suo problema). 

Altri elementi accessori su cui puoi ragionare sono le caratteristiche demografiche (età, genere, nazionalità…), i luoghi che frequenta (sia online che offline, e con luoghi intendo anche i contenuti che consuma), come ha cercato di risolvere i suoi problemi finora (se riesci anche a capire perché questi modi non hanno funzionato avrai tante informazioni preziose per comunicare con questa persona e anche per offrirle un servizio o un prodotto migliore).

3. Unique Selling Point

Questo elemento chiave viene chiamato in diversi mod, per me puoi anche chiamarlo il tuo ingrediente segreto, la combinazione vincente, la ricetta unica e speciale che offri tu e solo tu e che ti differenzia dai tuoi concorrenti, ovvero da chi fa il tuo stesso lavoro e offre il tuo stesso servizio. 

È ovvio che tu sei tu (e gli altri non sono un ca… ah no scusa, mi è salito il Marchese del Grillo in automatico, sono pur sempre romana ;D). Dicevo, tu sei tu e quindi quello che offri sarà sempre diverso da quello che offrono gli altri, però avere la consapevolezza di quali sono questi elementi che ti differenziano aiuta tantissimo nel farti seguire e poi scegliere dai tuoi potenziali clienti. 

Ti porto ancora una volta un esempio del mio lavoro: io mi occupo di comunicazione sui social media, ma cosa mi differenzia dal mare di persone che fanno esattamente la stessa cosa? Due cose: la prima è che sono anche una coach certificata e quindi accanto al supporto pratico e strategico aiuto le mie clienti anche a superare blocchi e limitazioni che hanno riguardo i social e alla visibilità (cosa che credimi è molto più comune di quanto non si pensi).

La seconda è che pratico tecniche energetiche e quindi utilizzo anche strumenti poco ortodossi come lo Human Design, l’EFT, il Theta Healing e altre tecniche energetiche, oltre all’intuito in generale. Insomma il fattore magia scorre potente da queste parti ed è un fattore determinante per chi si rivolge a me.

Qual è il tuo ingrediente “segreto”? Lo metto tra virgolette perché in realtà non deve essere segreto per niente, anzi, lo devi rendere ben chiaro dalla tua identità visiva, dal tuo tono di voce, dai temi di cui parli. È o non è quello che ti deve far scegliere dal tuo cliente ideale?

Come creare una strategia social che funziona

Cambio di prospettiva

Se i tuoi concorrenti stanno avendo parecchio successo, festeggia! Significa che il mercato è florido, e non che per te non c’è posto, anzi.

4. I tuoi Concorrenti

Argomento spinoso, lo so! Quando ti dico di trovare i tuoi concorrenti non voglio che ti fissi, li osservi, magari li copi anche o peggio, ti senta inferiore a loro e ti blocchi in partenza. 

Essere a conoscenza dei tuoi concorrenti ti serve solo a una cosa: ad afferrare eventuali loro mancanze e a soddisfare tu quel bisogno che nessun altro sta soddisfacendo. Ti serve anche a notare come parlano ai loro clienti ideali (che potrebbero essere potenzialmente anche i tuoi) e a notare dove stanno sbagliando, sempre per poter migliorare la tua comunicazione. 

Attenzione: scegli bene quali concorrenti osservare perché spesso sbagliamo su chi definiamo concorrente. Un tuo concorrente è un professionista che è al tuo livello, ha la tua stessa fascia di prezzo, si rivolge a un pubblico simile e ha un’offerta simile alla tua, ma soprattutto risolve lo stesso problema che risolvi tu con una modalità simile alla tua.

In conclusione, osservare i concorrenti ti aiuta a capire dove potresti inserirti tu con la tua offerta e ti  aiuta anche a prendere coraggio laddove dovessi notare che stanno avendo un bel successo, perché in quel caso significa che il tuo mercato è florido e c’è posto anche per te, e non l’opposto! 

5. I tuoi Valori

Complimenti per essere arrivata a leggere fin qui! I valori sono la parte fondamentale per creare una connessione tra te e i tuoi potenziali clienti, la tua community. I valori sono quella cosa che si percepisce, subito capiamo chi condivide i nostri valori e chi no, ti è mai capitato di sentire un feeling immediato con qualcuno per il modo in cui si esprime, il tipo di tema che tratta, il tipo di libri che legge?

Tutto questo esprime i valori di quella persona e di solito trapelano naturalmente. Quando hai un business però devi fare un lavoro cosciente e scegliere quali sono i valori principali che vuoi che passino alla tua community, in modo da avere come una bella insegna sopra la testa che dice cose come: “Libertà!” o “Antirazzismo!” o ancora “Sorellanza!”. 

Ovviamente io consiglio sempre di esprimere dei valori reali, non scelti pensando a quelli che il tuo cliente ideale potrebbe condividere. Il modo semplice per trovarli è proprio semplice: inizia a scrivere su un foglio tutta una serie di valori che per te sono importanti nella tua vita, a briglie sciolte. Una volta che ne avrai scritti una cinquantina (se alcuni si ripetono e ti sembrano sinonimi tranquilla, è normale) chiediti per ognuno se è davvero un tuo valore o se per caso non è una cosa che credi di dover rappresentare o che ti è stata inculcata dalla tua famiglia o dall’ambiente in cui vivi. 

A volte c’è un po’ da scavare, ma ti assicuro che il lavoro ti servirà tantissimo, anche a livello personale per riallinearti coi tuoi valori che magari hai perso un po’ per strada.

Quando ti rimangono solo valori che sono veramente tuoi, è ora di scremare e selezionarne al massimo dieci. Ecco, ora hai una lista di valori che condividi con la tua community, hai un’idea più chiara di chi vuoi sia tuo cliente e sai che devi consciamente includere i tuoi valori nei tuoi contenuti e nel tuo modo di porti.

Sai qual è il risvolto positivo della faccenda? Che se hai fatto bene il lavoro e hai scelto valori veramente tuoi, non solo condividerli di più ti aiuterà a trovare clienti più giusti per te, ma ti aiuterà anche a tenerli ben presenti e a vivere più in linea con essi. A me sembra un buon affare! 

La regola che vale sempre:

Più cose cerchi di fare nello stesso momento, meno probabilità hai di riuscita.

6. Il tuo Scopo

Quando entri nel mondo dei social devi aver ben chiaro qual è lo scopo per cui lo fai. Ti anticipo che iniziare un business utilizzando solo i social, aprendo un canale Instagram a caso e fare miliardi è una cosa che capita molto raramente, quindi non è una strategia molto lungimirante e “fare un sacco di soldi” non è uno scopo.

Lo scopo dei tuoi social non può essere quello di rappresentare la totalità del tuo business dovendo rispondere a tutte le fasi del tuo lavoro come trovare clienti, parlare ai vecchi clienti, farti conoscere, vendere i tuoi prodotti, fare assistenza sui tuoi servizi o prodotti, far tornare i clienti che già hanno comprato, far iscrivere persone alla newsletter, fungere da bollettino per informare tutti di novità, cambiamenti e disservizi e così via. 

Un solo canale non può fare tutte queste cose insieme, questa è la regola: più cose cerchi di fare nello stesso momento, meno probabilità hai di riuscita. Questo perché confondi le persone e confondi anche te stessa: se chiedi a chi ti legge di fare quattro cose diverse, ad esempio alla fine di un contenuto, stai pur certa che non ne farà nemmeno una.

Ecco come si ragiona sugli scopi:

  • scegli uno scopo per la tua presenza sui social in generale;
  • decidi poi qual è lo scopo più specifico di ogni tuo canale social;
  • vai ancora un po’ più a fondo scegliendo lo scopo per un particolare tipo di contenuto di uno specifico social;
  • scegli lo scopo di ogni santo contenuto che pubblichi, sempre. 

Ti senti male? Aspetta che ti spiego meglio, non è così terribile come sembra! Il motivo per cui bisogna chiarire i tuoi scopi è che ti semplifica la vita. Ti porto degli esempi pratici con i quattro punti appena elencati.

Puoi decidere che:

  • lo scopo principale della tua presenza sui social in generale sia quella di farti conoscere da persone che ancora non ti conoscono;
  • lo scopo principale della tua presenza su Facebook sia essere quella di portare quante più possibili di queste persone nel tuo gruppo Facebook privato per costruire una tua community, invece lo scopo di Instagram quello di portare le persone sul tuo sito.
  • Prendendo come esempio Instagram, puoi decidere che i post li utilizzerai per mandare i tuoi follower sui tuoi blog post e la tua newsletter, mentre i Reel li utilizzerai puramente per portare nuovi utenti al tuo profilo e alla tua community;
  • infine, assicurati che qualsiasi contenuto che pubblichi abbia uno scopo; il tuo scopo potrebbe anche essere semplicemente di far interagire la persona che lo ha letto, oppure potrebbe essere quello di mandarlo sul tuo sito. Ogni contenuto che vive nei tuoi profili dovrebbe avere uno scopo e non essere buttato lì tanto per fare. 

È ovvio che gli scopi possono variare a seconda del periodo, ma averne pochi e chiari ti aiuta molto nella creazione dei contenuti e nella gestione dei tuoi social.

7. I Temi Centrali

A proposito di contenuti, ti sei mai chiesta come fanno le persone ad avere sempre una miriade di contenuti da pubblicare senza esaurire mai le idee? Oppure ti sei mai chiesta come fanno alcuni professionisti a diventare autorità nel loro campo in maniera molto rapida?

La chiave sta nei temi che scegli di trattare. Se cominci a fare attenzione, vedrai che la maggior parte delle persone che segui e che ti appassionano seguono un tracciato preciso, non seminano a casaccio.

Ad esempio io seguo la mia insegnante di yoga preferita perché ho la certezza che se apro il suo canale YouTube troverò dei video di yoga che posso rifare a casa.

Seguo il profilo Instagram dei The Jackal perché sono sicura che se visualizzo le loro storie ci sarà qualcosa che mi fa ridere.

Seguo il profilo di una filosofa perché so per certo che se vedo un suo contenuto sarà qualcosa di interessante che mi porterà a riflettere, ed è proprio il motivo per cui la seguo.

Ma cosa succederebbe se all’improvviso la mia insegnante di yoga preferita cominciasse a pubblicare recensioni di ristoranti, se i The Jackal cominciassero tutti i giorni a fare video tutorial su come si montano i video o se la filosofa cominciasse a parlarmi dei prodotti che usa per avere i capelli così lisci e morbidi? 

Con questo non voglio dire che non puoi mai e poi mai uscire dai binari e parlare un po’ di te, ma i fuori tema devono essere una minima percentuale rispetto ai tuoi temi centrali. Ricordiamoci che stai usando i social con uno scopo preciso, e i tuoi contenuti devono essere principalmente utili a chi ti segue.

Scegli tre o quattro filoni principali e impegnati a seguirli, le persone ti seguiranno per quelli e costruirai la tua autorità su quei temi molto velocemente. 

Tutto è interconnesso

Il marketing è un organismo vivente con molte parti che vivono interagendo l’una con l’altra.

8. Il Tono di Voce

Il tuo tono di voce è un elemento importantissimo per renderti riconoscibile e comunicare quello che vuoi comunicare a chi decidi di comunicarlo. 

Avrai capito a questo punto che nessuno dei punti della strategia social è scollegato dall’altro, e che il marketing in generale è un organismo direi quasi vivente le cui parti interagiscono sempre l’una con l’altra. 

Il tono di voce ti serve a mantenerti vicina ai tuoi temi centrali e a raggiungere i tuoi scopi, e anche a dimostrare i tuoi valori. Se ad esempio uno dei tuoi valori è la positività e uno dei tuoi temi centrali è la presenza e la consapevolezza, non userai mai un tono dal dente avvelenato condito di volgarità, giusto? Ce lo vedi Eckhart Tolle a bestemmiare? Io no, e non ci vedrei nemmeno una insegnante di mindfulness, a meno che non abbia un brand un po’ particolare. 

Quindi se un giorno ti senti particolarmente incazzata evita di sfogarti sulle tue storie di Instagram perché probabilmente non farà bene al tuo brand. Con questo non voglio dire che devi nascondere delle parti di te, ma che semplicemente non serve condividere tutto.

Anch’io quando mi incavolo sono tentata di condividere critiche e lamentele ma non ci tengo proprio a sfogarmi sui social, anche perché non mi piace quando lo fanno gli altri, risulta proprio pesante e non serve. Quando sono lì lì faccio un bel respiro, mi fermo e faccio una telefonata a un’amica invece. Non tutto deve necessariamente finire sui social.

Infine, fanno parte del tono di voce anche caratteristiche come parlare in dialetto, usare emoij, usare o non usare termini in inglese, le emozioni che intendi suscitare nelle persone che ti ascoltano o ti leggono. Fa’ attenzione anche a questi elementi, anche se ti sembrano scemenze: non lo sono.

9. L’Audit

Siamo arrivati alla parte prettamente tecnica della tua strategia social, cominciamo con l’audit che altro non è se non un’analisi approfondita del punto da cui stai partendo. 

Puoi fare un audit dei tuoi canali solo se già esistono ovviamente e ti consiglio di segnarti tutto nella tua strategia iniziale così da poterti accorgere dei progressi. L’audit iniziale serve anche a capire dove è il caso di mettere più energie, quali canali hanno la priorità per te, quali tipi di contenuti funzionano meglio e su quali è il caso di puntare. 

Se inizi da zero puoi pensare di fare una sorta di audit sui canali delle persone che operano nel tuo stesso campo, ma non esagerare perché non vogliamo copiarli! L’audit è importante soprattutto quando hai già uno storico e quindi puoi ottimizzare alcune cose che già esistono e scartare quelle che non funzionano.

10. Il Piano Editoriale

Ooh, finalmente ci siamo arrivate! Questa è la parte della strategia dove decidi che tipo di contenuti vuoi pubblicare, ed è dove metti insieme tutti i punti compilati in precedenza e decidi nella pratica come si muoveranno nei tuoi canali. 

  • Su quali social hai scelto di essere presente?
  • Quali sono i tuoi obiettivi per ogni canale social scelto?
  • Quanti e quali tipi di contenuti pubblicherai su base giornaliera, settimanale e mensile?
  • Che tipo di contenuti grafici utilizzerai e come li distribuirai?
  • Di quali temi parlerai a rotazione?
  • Qual è la frequenza sostenibile per te e utile per i tuoi obiettivi?
  • Quali sono gli obiettivi dei tuoi contenuti e come li misurerai?

In questo spazio puoi anche inserire degli esempi di contenuto per tenerli a mente, in futuro saranno utili se dovrai delegare questa parte del lavoro a qualcun altro.

Bada bene che non stai decidendo nello specifico cosa pubblicherai martedì prossimo alle 8 di mattina, questo non è né il luogo né il momento di lavorare ai tuoi contenuti, quello è il tuo calendario editoriale ed è un lavoro che viene dopo aver finito di compilare la tua strategia social. 

Il tuo piano editoriale è dove ragioni sulle tue linee guida e crei i contenitori dove poi vivranno i contenuti specifici. 

11. La Gestione della Crisi

Non ti spaventare, questa è semplicemente la parte della tua strategia dove pensi a diversi scenari che potrebbero capitarti lavorando con i social ed è anche il luogo dove decidi come ti comporterai. 

Anche questa parte è particolarmente utile quando lavori con altre persone, ma può essere utile anche per te per ricordarti sempre dei tuoi confini e delle tue regole. 

Alcune cose su cui puoi ragionare in questa sezione sono:

  • cosa fare se ricevi critiche in pubblico, ad esempio nei commenti al tuo post;
  • quale tono di voce utilizzare in risposta a eventuali critiche;
  • come comportarti se fai un errore madornale o prendi una cantonata epica;
  • cosa fare se un tuo contenuto dovesse andare virale e cominciassi a ricevere tantissimi messaggi o commenti;
  • come gestiresti una diatriba brutta nata nel tuo gruppo Facebook;
  • come gestiresti un membro della tua community che si comporta in modo non etico; 
  • quali passi faresti se dovessi essere colpita da un bot su Instagram, perdere il tuo profilo, subire un attacco di hacker e così via.

Ovviamente puoi anche riflettere su come stabilire regole e confini che facciano avvicinare solo persone di un certo tipo: ragionare su un’eventuale crisi di aiuterà anche a costruire un brand più vicino a quella che è la realtà che desideri tu. 

Ti aiuta anche ad avere delle linee guida per te stessa e per i tuoi eventuali collaboratori, per ricordarti ad esempio che se ricevi una critica acida e per niente costruttiva hai deciso di nascondere il commento e non rispondere nemmeno, oppure che se fai un errore hai deciso di non insabbiare velocemente le prove ma di essere onesta e trasparente. 

A volte osservare come gestiscono le crisi “i big” aiuta a capire come non la gestiresti mai tu e come invece sarebbe il modo migliore per te.

12. Procedure Standard

Olé, siamo finalmente arrivati all’ultimo punto della strategia social, e devo confessare che è un punto che non compilo mai! Altrettanto onestamente ti dirò che non è un’idea geniale tralasciare questa parte perché prima la cominci a costruire e meno tempo ci dovrai investire in futuro quando ti servirà come il pane. 

Le procedure standard sono i modi in cui fai tu le cose e che eventualmente a un certo punto dovrà fare qualcun altro. In realtà possono servire anche a te per velocizzare alcuni processi perché niente ti fa ragionare su come snellire un processo quanto metterlo nero su bianco! 

Comunque l’obiettivo ufficiale delle procedure standard è quello di poterle delegare a qualcun altro quindi comincia a tracciarle il prima possibile, prima che diventino una montagna infinita e che tu debba perdere un sacco di tempo a spiegare alla persona a cui a quel punto sei costretta a delegare (impiegando tempo che nemmeno tu hai più in quel momento). 

Nella pratica puoi utilizzare sia un documento di Google Docs, scrivendo tutti i passi che fai per fare qualcosa e includendo degli screenshot lì dove c’è bisogno di vedere alcuni passaggi, oppure puoi velocizzare la faccenda usando uno strumento come Loom, e creare una libreria di video che filmano i passaggi di come fai determinate cose. 

Questa parte puoi anche non inserirla all’interno della tua strategia social perché è una cosa che comunque andrebbe fatta per tutti gli aspetti del tuo lavoro, però a me piace metterla per sottolineare che è una cosa che si deve prevedere già da prima e che è importante anche per il tuo lavoro con i social.

Non dimenticarti di aggiornare la tua libreria man mano che ottimizzi i tuoi processi. Fidati, un giorno ti salverà la vita! 

Conclusioni

Complimenti per essere arrivata fin qui, ci è voluto sicuramente coraggio e determinazione e quindi mi congratulo con te. Se ti è venuta voglia di creare la tua strategia social sappi che puoi scaricare un template vuoto qui sotto, e sappi anche che una volta che entri nel magico mondo degli iscritti alla mia newsletter riceverai altri suggerimenti e trucchi per ottimizzare la tua strategia e farla funzionare per davvero. 

Buona strategia con un pizzico di magia!

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