Perché nessuno ti si fila sui social (e come risolvere)

Posted in   Uncategorized   on  Febbraio 12, 2020 by  Elisa Bini0

Disclaimer: in questo post è presente parecchia onestà, quindi se non sei pronta/o a sentirti dire le cose come stanno ti consiglio di passare oltre.

Forsa già lo sai: io adoro i social come mezzo di pura espressione di noi stessi, e li uso sempre in questa direzione. Ma la verità è che i social sono un canale di marketing, e come tale ci serve per guidare i nostri potenziali clienti verso una scelta precisa, che è quella di sceglierci come soluzione al loro problema. 

Questo può succedere durante varie fasi: i social possono rappresentare il primo approdo dove una persona fa la nostra conoscenza, o possono rappresentare uno strumento di consolidamento del nostro rapporto con loro. In entrambi i casi (e gli infiniti casi che sono tra i due) vale quello che sto per dirti.

Ponderiamo insieme: qual è la prima preoccupazione di un potenziale cliente quando ti incontra? Sicuramente è quella di saperne di più su di te, sapere chi sei, se risuoni con i suoi principi, conoscere cosa offri… ma secondo te perché, in fondo, vuole sapere tutte queste cose? Per un solo e unico motivo: sapere se puoi esserle d’aiuto. Punto!

Le persone da te vogliono solo questo, sicuramente vogliono questo finché rimangono nella fase potenziali clienti o clienti.

 

 

Ora, se riempi il 90% dello spazio semplicemente a descrivere la tua giornata, come ti piace lavorare, che strumenti usi e della tua passione sfrenata per gatti, cani e animali batuffolosi vari, secondo te il tuo potenziale cliente ha più informazioni per fare la sua scelta di optare proprio per te per risolvere il suo problema?

Con questo non voglio dire che non devi raccontarti come persona sui social, o non raccontare il modo in cui lavori, anzi, farlo significa innanzitutto tirare fuori quello che sei, che fa sempre bene, e poi crea anche un rapporto più profondo tra te e chi ti segue, quindi raccontati pure.

Poi però fai un passo indietro e osserva i tuoi contenuti da un punto di vista esterno; fai finta di avere il problema che hanno i tuoi potenziali clienti e chiediti:

  • Questa persona può aiutarmi a risolvere il mio problema?
  • Dove mi accorgo che questa persona può aiutarmi a risolvere il mio problema?
  • Mi fido di questa persona?
  • Questa persona fa per me?
  • In che modo esattamente questa persona può risolvere il mio problema?

Se ti accorgi che da nessuna parte sui tuoi canali social un potenziale cliente può trovare risposta a queste domande, stai perdendo una grossa occasione.

Ti dirò di più, queste domande andrebbero preferibilmente risposte almeno una volta a settimana (anche in contenuti differenti e su canali diversi): è la ripetizione di queste rassicurazioni che porta un potenziale cliente a diventare tuo cliente, è il continuo sentire che tu stai rispondendo alle sue domande, anche quelle che non ha il coraggio di farti.

Inutile stare a sottolineare quanto sia importante che tu conosca quali sono queste domande, perché do per scontato che tu ti renda conto di quanto è importante conoscere la persona che vuoi aiutare.

Sono stata abbastanza onesta, chiara e diretta? Hai dato uno sguardo ai tuoi contenuti e ti sei detta: “Lo credo bene che nessuno mi si fila!”.

Voglio anche ricordarti un’altra cosa, perché magari è saltata fuori mentre leggevi questo articolo: parlare di come essere strategica/o nel comunicare con i tuoi potenziali clienti in modo che scelgano te, ti mette a disagio? Se sì, voglio chiederti:

  • Vuoi veramente aiutare i tuoi potenziali clienti a risolvere il loro problema?
  • Pensi che il problema che aiuti loro a risolvere sia un grande problema e che risolverlo può contribuire positivamente alla loro vita?
  • Pensi che se tante persone risolvono quel problema, la cosa può contribuire positivamente al mondo intero?

Se la risposta a queste tre domande è sì, allora non hai nessuna ragione ti sentirti a disagio nel discutere come attrarre più clienti che sono giusti per te, perché li aiuterai davvero, e così facendo contribuirai positivamente al resto del mondo (ricordi la teoria dei cerchi concentrici che si creano quando getti un sassolino nell’acqua?).

Se invece la risposta è negativa, ti invito a riflettere meglio su quello che fai e quello che offri, perché probabilmente c’è un problema a monte, ovvero su quanto sei convinta/o della tua missione e del tuo ruolo nel mondo (e se non ti interessa avere una missione o aiutare veramente gli altri, forse non sei sul blog giusto, e forse non dovresti nemmeno tanto stupirti che quello che fai non stia funzionando. Che ne dici di trovare qualcosa che ti interessi davvero e smettere di fingere di essere chi non sei?).

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