Guida alla Creazione di una Strategia di Comunicazione Efficace per Solopreneur e Piccoli Business

A che serve una strategia di comunicazione digitale? La strategia serve a comunicare chiaramente col tuo cliente ideale, parlando degli argomenti giusti al momento giusto, creando un naturale percorso dai tuoi contenuti ai tuoi servizi e prodotti.

Detto così non sembra complicato. E non lo è, ma è come fare un disegno stilizzato: per semplificare bisogna prima conoscere i dettagli. Difficilmente un disegno stilizzato viene bene se è fatto da una persona che non sa disegnare, anche se di per sé il disegno stilizzato sembra molto semplice. 

Con la comunicazione è la stessa cosa: il post che vedi su Instagram di un’imprenditrice X può sembrarti facilissimo da fare, e magari lo è. Ma farà crescere il business solamente se parte di una strategia di comunicazione fatta bene. 

Quali prerequisiti servono per creare una strategia di comunicazione digitale che funziona?

Se vuoi creare una strategia di comunicazione online che sia efficace e allineata ai tuoi valori, ai tuoi ritmi e alla tua anima bisogna prima avere chiari una serie di elementi.

Questo vale sia se sei agli inizi del tuo business e vuoi iniziare col piede giusto, oppure se senti di aver saltato qualche passaggio; o ancora se qualcosa non sta funzionando e vuoi rivedere le basi della tua strategia di comunicazione anche se sei già in business da un po'.

Perché la tua comunicazione sia una base solida per la crescita del tuo business e per renderlo stabile per tanto tempo nel futuro devi comunicare con coraggio e chiarezza e sapere esattamente qual è il contributo del tuo business per il tuo cliente ideale.

Quando inizi a lavorare alla tua strategia di comunicazione digitale, idealmente:

  • hai già un'idea solida di cosa è il tuo business e cosa deve diventare;
  • hai già un'idea di cosa vendere (quali servizi o prodotti, in che periodi dell’anno);
  • sai già a grandi linee chi è il tuo cliente ideale.

Quindi di base hai già un piano di business, che include cose come: i tuoi obiettivi economici a medio e lungo termine, i prodotti e/o servizi che vendi e venderai, i lanci che prevedi di fare con le relative date, un’idea di chi sono i tuoi concorrenti e il tuo cliente ideale.

Se hai un’idea abbastanza chiara di queste cose possiamo procedere a lavorare sulla tua strategia di comunicazione adatta a freelance e piccoli business!

Strategia di comunicazione: cos’è?

Una strategia di comunicazione online è un documento di pianificazione in cui si stabiliscono i pilastri fondamentali dell’identità del tuo brand e come comunicarli al meglio al tuo cliente ideale, come: il tono di voce, i valori, i temi centrali da affrontare e i canali su cui essere presente.

Si tratta di un vero e proprio documento e non di appunti sparsi qua e là: è importante crearlo in un luogo dove puoi consultarlo, tenerlo aggiornato ed eventualmente condividerlo con le persone che collaborano con te o con chi potrebbe doverlo rivedere per aiutarti. 

Io di solito utilizzo Google Drive: tutti disponiamo di un account Google o possiamo crearlo, quindi tutti possiamo lavorare su un Foglio Google (o Google Sheet) ed eventualmente scaricarlo nel nostro computer per averne una copia salvata e aggiornata.

Come si fa a riempire questo documento con tutte le informazioni che ti permetteranno di avere sempre infinite idee per i tuoi contenuti, ottenere più interazioni e attrarre più clienti?

Come impostare una strategia di comunicazione per freelance e piccoli business: i pilastri

1. La Missione di brand

La missione del brand informa i tuoi clienti ideali di qual è il beneficio fondamentale che porti nelle loro vite, il motivo numero uno per cui stanno cercando i tuoi servizi o i tuoi prodotti.

Dalla tua missione deve essere ben intuibile il cosa fai, rendendo ben chiaro il beneficio e il risultato, e anche il perché lo fai. Il perché lo fai informa il tuo potenziale cliente anche dei tuoi valori, che vedremo più in là in questa guida.

Ricordati, la missione deve essere il più chiara possibile, sia per te che per gli altri, e non deve essere necessariamente “salvare il mondo”. Non cercare di rendere più altisonante quello che fai per i tuoi clienti: se loro stanno cercando un rossetto che le faccia sentire più belle e sicure di sé, non cercare di infilare la pace nel mondo nella tua mission di brand.La mission di brand è il motivo per il quale un brand esiste: cosa facciamo, perché esistiamo, cosa ti offriamo. La mission è il motivo per cui un cliente si rivolge a te, al tuo servizio o prodotto. 

Spesso si confonde tra missione di brand e missione di vita, si crea un’identificazione tra brand e professionista che non è funzionale perché rende labili i confini. La mission di un brand è semplicemente il motivo per cui un cliente si rivolge al tuo business, e va separato da te come persona privata anche se il volto del tuo business sei tu.

Nel mio caso ad esempio è quella di rendere liberi professionisti e piccoli business maghi della propria comunicazione online: insegno una comunicazione allineata ed efficace che porta risultati, la missione del mio lavoro è chiara! Poi nel mio lavoro possono esserci valori come l’indipendenza, l’empowerement, la creatività, ma la missione è cosa più pratica che altro. I valori li mostreremo poi applicando la missione.

La missione di brand è semplice: è quello che offre il tuo brand.

Detto questo, consiglio comunque che la missione di brand sia qualcosa che ti diverte, perché sarà la cosa che permea tutto quello che creerai nel tuo business e anche quello di cui dovrai parlare costantemente nella tua comunicazione e marketing.

2. Il Cliente Ideale

Chiarire chi è la persona con cui vorresti lavorare serve a vari scopi ed è molto importante: ecco perché lavoriamo molto sul cliente ideale.

Per come lo insegno io, non è importante dargli un nome, fargli il ritratto e fingere che esista davvero; quello che è importante è capire che tipo di persona è e che cosa vuole.

E capire chi è significa innanzitutto capire con che tipo di persona vuoi lavorare tu, e da lì far partire tutta la tua comunicazione. Perché di clienti ideali ne esistono di tutti i tipi, non pensare quindi a quale sarebbe un cliente ideale che ti potrebbe portare più introiti: pensa a qual è il TUO cliente ideale. 

Con quale persona ti piacerebbe lavorare tutti i giorni per i prossimi 10 anni?

Ecco alcuni punti fondamentali su cui fare brainstorming per chiarire chi è il tuo cliente ideale: 

  • i problemi principali del tuo cliente ideale
  • i suoi desideri più grandi
  • i valori che sono importanti per lui o lei
  • le parole che usa per definire i suoi problemi
  • le parole che usa per raccontare i suoi desideri

Utilizzare le parole che usa il tuo cliente ideale è fondamentale, perché se usi un linguaggio diverso dal suo non vi troverete mai. O meglio, ciò che offri non gli interesserà minimamente perché non lo percepirà come soluzione al suo problema: è come se parlassi un’altra lingua.

Conoscere i suoi valori sarà utile per ricordarsi cosa vale la pena comunicare nel tuo business e cosa invece puoi risparmiarti. Spesso i tuoi valori, i valori del tuo brand e i valori del tuo cliente ideale si sovrappongono: e sono proprio quelli che andrai a comunicare, lasciando fuori quelli che non sono rilevanti.

I pilastri della strategia di comunicazione sono tutti strettamente collegati tra loro, e vedrai che lavorando a uno poi andrai sempre a perfezionare anche gli altri. Io li ho messi in ordine in questa guida, ma non sono necessariamente in ordine di importanza.

Il cliente ideale ad esempio può venire fuori anche guardando alla mission di brand, ai valori del brand e ai punti di forza.

  • Per chi è la nostra mission?
  • Chi è che ha i valori che abbiamo scelto?
  • A chi interessano i nostri punti di forza?

Il lavoro sul cliente ideale si fa insieme a questi altri ragionamenti, perché poi di fatto corrisponde. 

A seconda del tuo business, potrebbe servirti definire a livello demografico il cliente ideale, ma potrebbe anche non servirti sapere esattamente quanti anni ha o qual è il suo genere. La caratteristica del tuo cliente ideale può essere anche un’attitudine, una mentalità, uno stile di vita. 

Sarà naturale definire il tuo cliente ideale perché è quella persona che verrà attratta dal tuo servizio o prodotto quando unisci i puntini dei valori, Unique Selling Point e mission.
Man mano che lavori alla tua strategia di comunicazione il disegno diventerà sempre più chiaro.

Quello che è importante per quanto riguarda il cliente ideale, è riflettere bene sul come e sul cosa comunicare.

Troppo spesso vedo persone che comunicano con contenuti dove spiegano magari concetti base del loro campo quando in realtà il loro cliente ideale, su carta, è una persona che già conosce gli argomenti che trattano. 

Questo è solo un esempio, ma facci attenzione.

Quello che metti nei tuoi contenuti sta realmente parlando al tuo cliente ideale? O lo sta bypassando? 

O anche, il modo in cui comunichi riflette i valori del tuo brand e del tuo cliente ideale? Se ad esempio il valore che hai agganciato al tuo brand è organizzazione e calma, se comunichi disorganizzatamente o ti metti online quando sei agitata, stai comunicando valori diversi da quelli che vorresti rappresentare, e stai attraendo persone che non corrispondono al tuo cliente ideale.

In conclusione, per comunicare bene col tuo cliente ideale, questi sono i punti da tenere a mente:

  • Fare chiarezza su chi è e che livello si trova
  • Ascoltare attentamente come si esprime e cosa desidera (non di cosa ha bisogno, quello glie lo daremo in un momento successivo)
  • Tenere a mente i suoi valori 
  • Comunicare al suo livello

3. Unique Selling Point

Lo Unique Selling Point può essere chiamato anche semplicemente “i tuoi punti di forza” e per me puoi anche chiamarlo il tuo ingrediente segreto, la combinazione vincente, la ricetta unica e speciale che offri tu e solo tu.

L’USP sono le caratteristiche di quello che offri che il tuo cliente ideale vuole fortemente, e tu le sai fare molto bene. Queste caratteristiche potrebbero essere il come offri un servizio o un prodotto, ma anche il modo in cui fai sentire il tuo cliente ideale, quindi potrebbe anche essere un aspetto del tuo carattere.

Trovare i tuoi punti di forza è il risultato di introspezione ma anche di attenzione e osservazione a quello che le altre persone notano di te, il motivo per cui cercano quello che offri.

Lo Unique Selling Point nel marketing viene sempre presentato come le caratteristiche che “ti differenziano” dai tuoi competitor, quindi dalle persone che offrono il tuo stesso servizio o prodotto, ma io preferisco rimuovere la parte del confronto e della competizione e concentrarmi sull’aspetto dei punti di forza.

Quello che offri sarà sempre diverso da quello che offrono gli altri, trovo una dispersione di energia concentrarci troppo sul “cosa ho io di diverso da Pinco Pallino o da Tizio e Caio”. 

Avere però la consapevolezza di quali sono gli elementi che ti caratterizzano aiuta tantissimo nel farti seguire e poi scegliere dai tuoi potenziali clienti, che siano elementi diversi dagli altri o meno: se sono tuoi punti di forza e rappresentano qualcosa che il tuo cliente ideale vuole, vanno messi in luce!

Ti porto come esempio me stessa: io mi occupo di strategia di comunicazione online, ma cos’è che mi caratterizza in modo particolare?

Due cose: la prima è che sono anche una coach certificata e quindi accanto al supporto pratico e strategico aiuto le mie clienti anche a superare blocchi e limitazioni che hanno riguardo i social e alla visibilità (cosa che è molto più comune di quanto non si pensi).

La seconda è che pratico tecniche energetiche e quindi utilizzo anche strumenti poco ortodossi come lo Human Design, l’EFT, il Theta Healing e altre tecniche energetiche, oltre all’intuito in generale. Il fatto che unisca dati ed energia, razionalità e intuito in perfetto equilibrio è un fattore determinante per chi si rivolge a me.

Qual è il tuo ingrediente “segreto”? Lo metto tra virgolette perché in realtà non deve essere segreto per niente, anzi, lo devi rendere ben chiaro dalla tua identità visiva, dal tuo tono di voce, dai temi di cui parli. Perché sarà quell’elemento “in più” che ti farà scegliere dal tuo cliente ideale.

4. I tuoi Competitor

I tuoi competitor, o la concorrenza, sono i professionisti o business che risolvono lo stesso problema che risolvi tu, in maniera simile e a un simile livello.

Un tuo concorrente è un professionista che è al tuo livello, ha la tua stessa fascia di prezzo, si rivolge a un pubblico simile e ha un’offerta simile alla tua, ma soprattutto risolve lo stesso problema che risolvi tu con una modalità simile alla tua. Non ha senso quindi paragonarti ad esempio a multinazionali quando sei freelance o piccolo business.

Conoscere i tuoi competitor è utile ma va fatto con molta consapevolezza: non voglio che ti fissi e magari li copi anche o peggio, ti senta inferiore a loro e ti blocchi in partenza. La concorrenza va guardata con amore ed entusiasmo, non con competitività (so che la competizione è letteralmente nel loro nome, ma seguimi in questa logica).

Essere a conoscenza dei tuoi concorrenti ti serve solo a una cosa: ad afferrare eventuali loro mancanze e a soddisfare tu quel bisogno che nessun altro sta soddisfacendo. Ed è uno stimolo a trovare nuovi modi di fare le cose, nuove angolazioni con cui comunicare.

Conoscere la concorrenza ti serve anche a notare come parlano ai loro clienti ideali (che potrebbero essere potenzialmente anche i tuoi), a trarne delle idee e a notare dove stanno sbagliando o mancando, sempre per poter migliorare la tua comunicazione.

In conclusione, osservare i concorrenti ti aiuta a capire dove potresti inserirti tu con la tua offerta e ti aiuta anche a prendere coraggio laddove dovessi notare che stanno avendo un bel successo, perché in quel caso significa che il tuo mercato è florido e c’è posto anche per te. E non l’opposto!

5. I tuoi Valori

I valori sono importanti per creare una connessione tra te e i tuoi clienti ideali, perché sono quei principi fondamentali che condividete e che probabilmente faranno la differenza nella scelta finale di acquisto.

Esprimere i valori nella tua comunicazione è fondamentale perché crea una connessione immediata col tuo cliente ideale: ti è mai capitato di sentire un feeling immediato con qualcuno per il modo in cui si esprime, il tipo di tema che tratta, i libri che legge? Tutto questo esprime i valori di quella persona e di solito trapelano naturalmente.

Quando hai un business però devi fare un lavoro cosciente e scegliere quali sono i valori principali che vuoi che passino alla tua community, in modo da avere come una bella insegna sopra la testa che dice cose come: “Passione!” o “Antiviolenza!” o ancora “Creatività!”.

I tuoi valori e i valori del brand non devono essere tutti esattamente gli stessi, ma ovviamente per lavorare in integrità si dovranno sovrapporre.

Spesso si fa l’errore di infilare tutti i nostri valori nella comunicazione, e lo si fa comunicando cose che vanno fuori dal registro comunicativo scelto in fase di strategia. 

Invece è facendo il lavoro di scrematura dei valori che riusciamo a mantenere una comunicazione pulita, allineata, chiara e che arriva dritta al cliente a cui serve quello che offriamo. 

In fase di creazione della nostra strategia, voler comunicare troppi valori ci crea anche confusione: immagina che la tua strategia di comunicazione sia un’opera d’arte. 

Se stai dipingendo un paesaggio non ci metterai un ritratto di persona in primo piano no? È lo stesso con i valori, vanno scremati. Ci sono dei valori che NON dobbiamo necessariamente condividere con i nostri clienti, mentre alcuni sì. 

Come trovare i valori del tuo brand?

Puoi iniziare a scrivere su un foglio tutta una serie di valori che per te sono importanti nella tua vita, a briglie sciolte. Una volta che ne avrai scritti una cinquantina chiediti per ognuno se è davvero un tuo valore o se per caso non è una cosa che credi di dover rappresentare perché lo fanno i tuoi competitor o le persone che ammiri, o l’hai presa automaticamente dalla tua famiglia o dall’ambiente in cui vivi. 

Quando ti rimangono solo valori che sono veramente tuoi, è ora di scremare e selezionarne al massimo dieci, tenendo a mente quelli che ha senso condividere con il tuo cliente ideale.

Ad esempio un mio valore fondamentale è l’antispecismo, ma non c’entra assolutamente nulla col mio business e quindi non fa parte della mia strategia di comunicazione.

Ecco, ora hai una lista di valori che condividi con la tua community, hai un’idea più chiara di chi vuoi sia tuo cliente e sai che devi consapevolmente includere i tuoi valori nei tuoi contenuti e nel tuo modo di porti.

Sai qual è il risvolto positivo della faccenda? Che se hai fatto bene il lavoro e hai scelto valori veramente tuoi, non solo condividerli di più ti aiuterà a trovare clienti più giusti per te, ma ti aiuterà anche a tenerli ben presenti e a vivere più in linea con essi. Win-win!

6. Il tuo Scopo

O meglio, i tuoi scopi. Perché una strategia di comunicazione per essere efficace deve essere sempre multicanale, e ogni canale può avere uno scopo diverso. La cosa importante è definirlo a monte, così saprai sempre che tipo di contenuti usare su un determinato canale, perché hai chiaro qual è il tuo obiettivo generale e quello specifico per quel canale.

Ad esempio, lo scopo del tuo profilo TikTok non può essere quello di rappresentare la totalità del tuo business dovendo rispondere a tutte le fasi del tuo lavoro come: trovare clienti, parlare ai vecchi clienti, farti conoscere, vendere i tuoi prodotti, fare assistenza sui tuoi servizi o prodotti, far tornare i clienti che già hanno comprato, far iscrivere persone alla newsletter, fungere da bollettino per informare tutti di novità, cambiamenti e disservizi e così via. 

Questa è la regola: più cose cerchi di fare insieme, meno probabilità hai di riuscita. Va bene utilizzare un canale per diversi scopi, ma almeno decidine uno o due principali così da avere chiarezza e poter comunicare più fluidamente.

Ecco come si ragiona sugli scopi:

  • scegli uno scopo principale per la tua presenza su un canale specifico, ad esempio i social media (Es.: i social media mi servono a raggiungere pubblico nuovo)
  • decidi poi qual è lo scopo più specifico di ogni “sotto canale”, ad esempio Instagram (Instagram mi serve ad avere una community affiatata)
  • vai ancora un po’ più a fondo scegliendo lo scopo per un particolare tipo di contenuto di uno specifico social, ad esempio le storie di Instagram (i reel mi servono ad allargare la community, le storie a nutrire la community che già esiste etc.)
  • scegli lo scopo di ogni contenuto che pubblichi, ogni volta (questo post mi serve a far passare la mia esperienza nel campo, lo scopo di questo reel è creare connessione e risonanza, questa story mi serve a portare iscritti alla newsletter e così via)

Il motivo per cui bisogna chiarire i tuoi scopi è che ti semplifica la vita. È ovvio che gli scopi possono variare a seconda del periodo, ma averne pochi e chiari ti aiuta molto nella creazione dei contenuti e nella gestione dei tuoi social. E ti aiuta anche a raggiungere gli obiettivi più velocemente perché indirizzerai le energie in pochi obiettivi (ma buoni!).

7. I Temi Centrali

I temi centrali sono i filoni principali che tratti nei tuoi contenuti e vanno definiti per far sì che la tua comunicazione sia incisiva. Avere pochi filoni principali ti permette di avere un impatto diretto sui tuoi potenziali clienti perché per loro sarà subito chiarissimo quali sono le problematiche che risolvi, e sarai la prima persona a cui penseranno quando li dovranno risolvere.

Trattando pochi argomenti diventerai nella mente del tuo cliente ideale una persona esperta di quegli argomenti, e ti riconosceranno e ricorderanno sempre per quegli argomenti.

Scegliere con cura i filoni principali dei tuoi contenuti ti aiuta anche a perdere meno tempo perché hai le idee chiare e una direzione ben precisa. Non starai a cercare di cosa parlare ogni volta che ti siedi a creare dei contenuti, lo saprai già.

I temi centrali ti supportano anche energeticamente nel creare contenuti forti, in uno spazio di creazione anziché di reazione. I contenuti che io chiamo “reattivi” sono quelli creati in preda a qualcosa, come emozioni forti e fatti di cronaca, che ti possono allontanare dai tuoi valori e dalla mission del tuo brand. 

Avendo ben chiari i tuoi temi centrali puoi riflettere prima di creare un contenuto “in reazione” e chiederti: fa parte dei miei contenuti fondamentali? Ha senso parlare di questo tema? Cosa porta in più al mio cliente ideale e come lo avvicina al mio mondo e al mio servizio o prodotto?

I filoni principali sono appunto filoni, quindi sono temi “ombrello” che contengono tante cose, non devono sembrarti troppo limitanti: la creatività per essere funzionale ha bisogno di un contenitore, ed è proprio questo che fanno i filoni principali. 



Scegliere dei filoni di argomento aiuta molto anche quando hai la sensazione di avere una comunicazione frammentata perché danno unità e rappresentano un filo logico della tua comunicazione a cui puoi sempre tornare.

Quando segui filoni principali, le tue parole diventano potenti perché i concetti si ripetono come formule magiche.

Con questo non voglio dire che non puoi mai e poi mai uscire dai binari e parlare un po’ di te o di altro, ma gli argomenti fuori tema devono essere una minima percentuale rispetto ai tuoi temi centrali. Ricordiamoci che stai comunicando con scopi precisi, e i tuoi contenuti devono essere principalmente utili a chi ti segue.

Scegli tre o quattro filoni principali e impegnati a seguirli, le persone verranno da te per quelli e costruirai la tua autorità su quei temi molto velocemente. 

8. Il Tono di Voce

Il tuo tono di voce è un elemento importantissimo per renderti riconoscibile e comunicare in modo efficace col tuo cliente ideale. Le tue parole sono i tuoi incantesimi e va posta un’attenzione particolare al modo in cui le pronunci!

Il tono di voce ti serve a mantenerti vicino ai tuoi temi centrali e a raggiungere i tuoi scopi, e anche a dimostrare i tuoi valori. Se ad esempio uno dei tuoi valori è la positività e uno dei tuoi temi centrali è la presenza e la consapevolezza, non userai mai un tono dal dente avvelenato condito di volgarità, giusto?

Fanno parte del tono di voce anche caratteristiche come parlare in dialetto, usare emoij, usare o non usare termini in inglese, le emozioni che intendi suscitare nelle persone che ti ascoltano o ti leggono. Fa’ attenzione anche a questi elementi, anche se ti sembrano scemenze: non lo sono, sono elementi caratterizzanti che quando vengono ripetuti rappresentano il tuo brand e ti fanno riconoscere e ricordare dai tuoi clienti ideali.

Se sei un personal brand, non puoi allontanarti troppo dal modo in cui parli nella vita di tutti i giorni, altrimenti la dissonanza verrà percepita come mancanza di integrità. E poi sarebbe anche molto complicato recitare un personaggio tutto il tempo, giusto?

Allo stesso modo, deve esserci coerenza tra i contenuti scritti, parlati, video e le immagini, altrimenti verrà percepita incoerenza e attrito. 

Usa le parole in modo intenzionale, scegli modalità e terminologia a seconda dell’emozione e della reazione che vuoi suscitare in chi ti legge o ti vede, sii consapevole di cosa è meglio non comunicare e di quando ti stai allontanando dai valori che vuoi passare all’altro: questa è l’arte del tono di voce.


9. L’Audit

Quando crei la tua strategia di comunicazione è importante avere chiarezza su qual è il punto di partenza, e anche qual è l’ambiente in cui ti muovi. Questa chiarezza e visione di insieme si ottiene facendo l’audit, che è semplicemente un’analisi approfondita.

Puoi fare un audit dei tuoi canali di comunicazione solo se già esistono e ti consiglio di segnarti tutto nella tua strategia iniziale così da poterti rendere conto dei progressi più avanti.

L’audit iniziale serve anche a capire dove è il caso di mettere più energie, quali canali hanno la priorità per te, quali tipi di contenuti funzionano meglio e su quali è il caso di puntare.

Per fare un audit della tua comunicazione attuale devi conoscere i tuoi obiettivi, perché è sapendo cosa vuoi raggiungere, o cosa avresti voluto raggiungere, che puoi capire se un canale ti sta aiutando o meno.

Se inizi da zero puoi fare un’analisi dei canali delle persone che operano nel tuo stesso campo, ma non esagerare perché non vogliamo copiarli! L’audit è importante soprattutto quando hai già uno storico e quindi puoi ottimizzare alcune cose che già esistono e scartare quelle che non funzionano.

A me piace fare anche un audit “energetico”, per capire dove è più di contributo per te mettere il focus, e cosa ti energizza rispetto a cosa ti toglie invece energia.

Ad esempio:

  • Quel determinato canale ti diverte, ti entusiasma? 
  • Ogni volta che devi creare un contenuto ti senti pesante come avessi una palla al piede? Che tipo di contenuti e di formati ti fa sentire più leggera/o invece?
  • Vuoi essere presente su un canale solo perché i tuoi competitor sono lì? O perché senti che puoi esprimerti bene su quel canale?
  • Qual è una modalità che senti facile per te? Quale canale rappresenta bene il motto “minimo sforzo massima resa”?

10. Il Piano Editoriale

Il piano editoriale è la parte della strategia dove metti insieme tutti i punti compilati in precedenza e decidi che tipo di contenuti vuoi pubblicare e come si muoveranno nei tuoi canali. 

  • Su quali canali di comunicazione online scegli di essere presente?
  • Quali sono i tuoi obiettivi per ogni canale di comunicazione scelto?
  • Quanti e quali tipi di contenuti (rimani ancora sul generico) pubblicherai su base giornaliera, settimanale e mensile?
  • Che tipo di contenuti grafici utilizzerai e come li distribuirai?
  • Di quali temi (i tuoi filoni principali) parlerai a rotazione e in che percentuale?
  • Qual è una frequenza sostenibile per te e utile per i tuoi obiettivi?
  • Quali sono gli obiettivi dei tuoi canali e dei tuoi contenuti e come li misurerai?

In questo spazio puoi anche inserire degli esempi di contenuto per tenerli a mente, in futuro saranno utili se dovrai delegare questa parte del lavoro a qualcun altro. 

Il piano editoriale non è ancora il calendario editoriale, cioè in questa fase non stai decidendo nello specifico cosa pubblicherai “martedì prossimo alle 8”. 

Il piano editoriale non è né il luogo né il momento di lavorare ai singoli contenuti, quello è il tuo calendario editoriale ed è un lavoro che viene dopo aver finito di compilare la tua strategia di comunicazione.

Il piano editoriale è quella fase in cui ragioni sulle linee guida dei tuoi contenuti e crei contenitori dove poi i tuoi contenuti specifici vivranno. 

Quando crei un PED, stai mettendo insieme tutto quello di cui abbiamo parlato che riguarda la strategia di comunicazione, e stai creando un luogo in cui diventerà realtà. 

11. La Gestione della Crisi

La gestione della crisi è la parte della tua strategia di comunicazione dove pensi a diversi scenari che potrebbero capitare quando comunichi ed è anche il luogo dove decidi come ti comporterai.

Anche questa parte è particolarmente utile quando lavori con altre persone, ma può essere utile anche per te per ricordarti sempre dei tuoi valori, dei tuoi confini e delle tue regole. 

Quando ragioni sulla gestione della crisi puoi pensare a questi punti:

  • cosa fare in caso di critiche in pubblico;
  • quale tono di voce utilizzare in risposta a eventuali critiche, e se rispondere;
  • come comportarti se fai un errore;
  • cosa fare se un tuo contenuto dovesse andare virale e cominciassi a ricevere tantissimi messaggi o commenti;
  • come gestire una diatriba nata all’interno della tua community;
  • come gestire un membro della tua community che si comporta in modo non etico;
  • quali passi fare in caso di perdita del tuo profilo, un attacco di hacker e così via.

Ovviamente puoi anche riflettere su come stabilire regole e confini che facciano avvicinare solo persone di un certo tipo: ragionare su un’eventuale crisi di aiuterà anche a costruire un brand più vicino a quella che è la realtà che desideri tu.

Conclusioni

Questi erano i pilastri di una strategia di comunicazione online che funziona per freelance e piccoli business. Puoi iniziare a creare o a rivedere la tua strategia di comunicazione seguendo i passi qui illustrati, se vuoi avere una guida più approfondita ti lascio tre opzioni:

  1. Puoi iscriverti gratuitamente a “Strategie dall’Anima”, la newsletter settimanale dove puoi approfondire i temi riguardanti la strategia di comunicazione, specifico per liberi professionisti e piccoli business.

  2. Puoi guardare qui la masterclass “Strategia Ispirata”, dove esploriamo i pilastri fondamentali della tua strategia di comunicazione, ma in chiave tridimensionale: strategica, di mentalità ed energetica.

  3. Puoi scoprire il percorso di consulenze e coaching 1:1 “Terra”, per creare o rivedere insieme la strategia di comunicazione per il tuo business: una strategia intrisa di energia, allineata, efficace, e giusta per te!  

Mi trovi anche su Instagram con contenuti sempre utili sul come creare una strategia di comunicazione online efficace.

Buon lavoro e buona strategia di comunicazione!

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